Il prossimo venerdì 24 aprile, il Teatro Galleria di Legnano si prepara a vivere una serata storica. Sul palco saliranno i Pink Floyd Legend, la formazione riconosciuta da pubblico e critica come la più fedele e suggestiva interprete del repertorio floydiano. Non sarà un semplice concerto, ma un’esperienza immersiva che vedrà la messa in scena integrale di “The Wall”, il capolavoro che ha segnato la storia della musica e dell’arte visuale.
Abbiamo incontrato Fabio Castaldi, voce (nel ruolo di Roger Waters) e basso della band, per farci raccontare i segreti di questa mastodontica produzione.
Fabio per voi i Pink Floyd non sono solo musica, ma una missione artistica che portate avanti da anni. Cosa prova un musicista nel vedere, sera dopo sera, quel muro alzarsi fisicamente tra sé e il pubblico, e quanto di personale mettete in ogni nota per far sì che questo non sia solo un tributo, ma un pezzo della vostra storia vissuta sul palco?
Ma sì, dai, “missione artistica” può essere veramente una giusta definizione. Sono vent’anni che ho intrapreso questa carriera con il tributo ai Pink Floyd e mettiamo una nota vicino all’altra cercando di essere sempre molto, molto fedeli. I Pink Floyd sono veramente un tipo di musica da non arrangiare, ma da suonare con passione e con il proprio tocco, assolutamente senza stravolgerla. Il muro che si alza è un’emozione incredibile: inizi con pochi mattoni e alla fine ti ritrovi questo muro enorme che, nell’idea originale, rappresentava l’incomunicabilità e il mettere una barriera tra loro e gli spettatori. Per noi è un’emozione grande perché, purtroppo, i muri esistono ancora adesso dopo tantissimi anni; quindi è un’idea che sarà sempre un “evergreen.
Interpretare la voce di Roger Waters in “The Wall” non significa solo cantare, ma calarsi nei panni di un uomo che scivola nella follia e nell’isolamento. Come riesci a impersonificare un personaggio così complesso e tormentato ogni sera? C’è un momento dello spettacolo in cui senti che il confine tra te e il “Pink” originale si fa quasi invisibile?
Diciamo che ho Roger Waters dentro di me da sempre. Alla fine ti addentri in un personaggio che è sicuramente controverso, ma che è un poeta del Novecento. Ha scritto testi e musica sposando una poetica sulla pace nel mondo: racconta sempre la guerra, lanciando però un messaggio di pace. Io mi ritrovo molto dentro questa idea di Roger.
Pubblico e critica vi indicano come la formazione più rappresentativa dell’universo Floyd. Dalle proiezioni firmate, ai costumi curati fin nei minimi dettagli: qual è il dettaglio dello show di Legnano di cui sei così orgoglioso da poter dire: “Sì, stasera i Pink Floyd sarebbero fieri di noi”?
Sarebbero fieri di noi per il modo in cui approcciamo tutti i concerti: ogni nota è al suo posto. Ogni spettacolo è ripreso dai video dei loro concerti in trent’anni di carriera; facciamo un lavoro certosino e chirurgico in tutto e per tutto. Dagli effetti speciali alle videoproiezioni, fino agli strumenti musicali: tutto è veramente identico a quello che avevano i Pink Floyd all’epoca.
Sul palco del Galleria vedremo anche la giovanissima crew di Musical Weekend e l’ensemble Anonima Armonisti. Che energia sprigiona vedere questi ragazzi confrontarsi con un’opera immortale e rendere il vostro spettacolo un’esperienza viva e attuale?
Siamo molto felici di questo. Waters ha portato i “kids”, i ragazzi, sul palco in ogni concerto di The Wall e in molti suoi tour personali. È divertente vedere ragazzini tra i 12 e i 17 anni cantare ancora “We don’t need no education”. È un’emozione forte e ti rendi conto di quanto sia trasversale il mondo Pink Floyd e di quanto siano attuali i temi che cantano.
Dopo aver portato questo show davanti a 150.000 persone, perché un cittadino di Legnano che non ha mai vissuto l’esperienza Pink Floyd Legend non può assolutamente mancare il 24 aprile? Cosa si porterà a casa nel momento in cui l’ultimo mattone cadrà a terra?
A Legnano abbiamo portato tantissimi spettacoli, uno sempre diverso dall’altro: da The Dark Side of the Moon fino agli show con il balletto. Grazie al direttore artistico Miguel portiamo ora questo spettacolo che è l’emblema degli show più grandi del mondo. Noi lo facciamo in piccolo, chiaramente non in uno stadio, ma nel bellissimo Teatro Galleria. È imperdibile perché oltre alla musica troverete scenografie, visualizzazioni e proiezioni… c’è veramente di tutto. Non perdete questo spettacolo, amici di Legnano!
Intervista di Francesca Capri
