Fabrizio Corona e “Falsissimo”: il palcoscenico come confessionale e sfida a viso aperto

C’è chi sale sul palco per recitare e chi lo fa per riscrivere la propria leggenda.

Al Teatro Galleria di Legnano, le luci non si abbasseranno su uno spettacolo qualunque, ma su un uomo che da vent’anni abita il confine tra cronaca e scandalo: Fabrizio Corona.

Dimenticate i filtri dei social e i tagli della TV. Con “Falsissimo”, il “re dei paparazzi” trasforma il teatro in uno spazio di verità senza sconti. Non è una semplice autobiografia, ma uno scacco matto al sistema: un racconto crudo che svela i retroscena del potere, della giustizia e dei media. Tra musica, immagini e rivelazioni inedite, Corona guarda negli occhi il suo pubblico per l’ultima, definitiva confessione.

Volete conoscere la verità o preferite continuare a credere al racconto degli altri?

Piacere di conoscerti, Fabrizio.

“Ciao Francesca, piacere.”

Per anni ci siamo abituati a vederti attraverso uno schermo, quello dei cellulari o della TV. Ora scegli il teatro. Hai capito che per distruggere il sistema serve tornare a guardare in faccia le persone, sia chi ti odia, sia chi ti ama?

“Diciamo che per distruggere il sistema ho dovuto uscire prima dalla televisione e dai giornali e aprire un canale indipendente. Mi sono spostato su YouTube, che ti permette di non avere padroni. Quindi sono passato da lì. Da lì poi la conclusione, il colpo finale, lo dai a teatro, guardando le persone in faccia.”

Il sottotitolo dello show è “Scaccomatto al potere dei media”. Tu affermi che i quotidiani nascondono le notizie scomode. Sul palco svelerai dinamiche che finora sono rimaste chiuse nei cassetti?

“È uno spettacolo teatrale, non sono puntate di gossip. In questa prima tornata di Falsissimo, noi facciamo uno spettacolo che ha un inizio e una fine e che racconta una storia del sistema che tutti devono sapere, di come funziona.”

C’è qualcuno tra questi “intoccabili” che sta tremando sapendo che eserciterai la tua libertà di parola senza censure?

“Certo che stanno tremando. Hanno provato in tutti i modi a bloccare anche le date teatrali scrivendo lettere.”

Tu sostieni che i social siano al capolinea, un castello di carte che sta crollando. Eppure, mentre online tutto sembra effimero, nella vita reale non ti sei mai fermato: le discoteche sono piene e i giovanissimi ti accolgono ovunque. Questa tua nuova visibilità è la prova che il vero potere è la capacità di trascinare le persone dal vivo?

“Certo. Il contatto con la gente, come era ai tempi della politica, è la cosa più importante che c’è.”

Quindi sei per il ritorno “in mezzo alla gente”, dalle discoteche alle piazze?

“Certo, assolutamente. Nelle discoteche, nei teatri, nelle piazze.”

Nello spettacolo prometti di esporre ciò che resta nascosto. C’è un retroscena, una verità, che hai deciso di non dare in pasto al web ma di custodire esclusivamente per chi sceglie l’esperienza del teatro?

“Sì, assolutamente sì.”

Non puoi svelarmi proprio nulla?

“Preferisco di no, perché se no non c’è la sorpresa a teatro. Le verità vanno dette guardando la gente negli occhi.”

Hai passato una vita a contare numeri, visualizzazioni e follower. Ma dietro questo “scacco matto” e dietro le luci della ribalta, chi è Fabrizio quando i riflettori si spengono e resta solo il silenzio del camerino?

“Uno che lavora, che progetta tutto da sempre e continuerà a farlo sempre.”

Vuoi aggiungere qualcosa per chi ci legge?

“No, vi aspetto al Teatro Galleria a Legnano il 2 maggio.”